La Storia di Palazzo Guglielmo
L’epoca di costruzione del palazzo è incerta. La prima proprietà pare essere appartenuta alla famiglia napoletana Rossi alla quale era stata affidata parte della contea di Castro ed alla quale Vignacastrisi apparteneva all’epoca.
Andrea Rossi sposò nel palazzo Colomba De Rosa, di famiglia di origini napoletane anch’essa facoltosa. Successivamente il palazzo fu ampliato dalla famiglia Guglielmo fino all’attuale conformazione.
A quel tempo il piano terra era occupato dagli uffici e dai magazzini dove venivano conservasti olio, vino e derrate alimentari raccolte dalle vicine proprietà agricole.
Tutti gli ambienti del piano terra costituivano una vera e propria fucina di braccianti, massaie, operai, contadini che dal mattino presto popolavano atrio e giardino.
L’attuale sala per la colazione era una grande stalla in cui si allevavano i cavalli, ed un nugolo di gabbie per galline e conigli popolava la parte del giardino in cui oggi sorge la piscina.
I pozzetti realizzati nelle stanze a sinistra della corte venivano utilizzati per la conservazione di derrate.
Una di tali stanze funse anche da garage per l’unica auto in circolazione nel piccolo paese.
I granai e le dispense vennero posti al fresco della cantina.
Le stanze più antiche, – oggi destinate ad accogliere i nostri ospiti - erano adibite a cucina e lavanderia: le massaie vi facevano il bucato con acqua bollente e cenere, e preparavano il formaggio con il latte che arrivava fresco di mungitura.
Le stanze del primo piano ospitavano invece la famiglia Guglielmo.
Negli anni ’50 furono realizzati dei lavori di ampliamento con l’edificazione di nuove stanze del primo piano sul lato est del Palazzo.
Negli stessi anni fu anche costruito il ponte su via Napoli, per collegare privatamente il Palazzo con i magazzini del tabacco e deposito di vino. In quegli anni, già da oltre un secolo, il Palazzo e la famiglia Guglielmo avevano caratterizzato la vita sociale, politica ed economica di Vignacastrisi.
Don Pippi, infatti, aveva ereditato dal padre Angelo un patrimonio enorme, che comprendeva una vasta estensione di terreni coltivati e uliveti sparsi in tutto il Salento, greggi e allevamenti di bestiame, attorno ai quali ruotava quasi tutta l’economia del paese. Braccianti, pastori, uomini e donne erano impiegati nella gestione dei terreni e nella cura del palazzo e dei magazzini ricolmi di grano, olio, vino; quando poi fu introdotta la coltivazione del tabacco, la famiglia si organizzò nella coltivazione e nella trasformazione del prodotto: la proprietà venne così ampliata fino a comprendere il magazzino di tabacco di via Napoli, in cui lavorarono per anni le "tabacchine" del paese.
Il palazzo era quindi il centro sociale ed economico della vita del paese. Ancora di più lo fu dopo la seconda guerra mondiale, quando anche la vita politica e l’amministrazione del paese cominciarono ad essere gestite direttamente dal Palazzo: Don Pippi venne eletto sindaco alle prime libere elezioni del 1948, rimanendo in carica per oltre 20 anni.
Gli anziani del paese raccontano come "Don Pippi" era solito discutere dei loro problemi, ricevendoli nel suo ufficio all’ingresso del Palazzo, di fronte all’ufficio del padre, lo stesso a cui ognuno dei suoi dipendenti bussava alla fine del mese per riscuotere lo stipendio.
Solo in casi eccezionali il Palazzo diventava anche centro della cultura popolare e religiosa per gli abitanti di Vignacastrisi.
L’unico caso che si ricorda riguarda le giornate dedicate alla festa patronale della Madonna del Santissimo Rosario, che si svolge da sempre nel mese di ottobre, Don Angelo, fervente cattolico e spesso Priore della festa, metteva a disposizione la corte interna coperta per permettere l’esibizione della banda musicale, se la pioggia, frequente in quella stagione, ne impediva l’esibizione in piazza.
La dimora, insomma, collocata nel cuore del paese, contornata da piccole masserie, grandi forni a legna, frantoi, ed enormi distese di uliveti e coltivazioni, fu per moltissimi anni il centro propulsore della lenta ma laboriosa crescita economica del piccolo borgo di Vignacastrisi.

